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09 Dublino | Il fiume Liffey e O’ Connel Street

Continuano i racconti del mio viaggio a Dublino.
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Nel composit soprastante i ponti e le viste più rappresentative ordinati da ovest a est.

Dublino è tagliata in due parti, da ovest ad est, dal fiume Liffey.
Sulle sue sponde si affacciano importanti edifici e si possono scorgere tipici e caratteristici prospetti urbani.
I ponti di collegamento, molti dei quali aperti al traffico carrabile o ferroviario, spaziano dallo storico al moderno. Tra i più conosciuti ed utilizzati l’Ha’penny bridge, esclusivamente pedonale e l’O’Connell Bridge che porta all’omonima strada. Il James Joyce Bridge e il Samuel Beckett Bridge sono entrambi progettati dall’architetto Calatrava. Spingendosi verso est si raggiunge la zona dei docks e del porto, in continua espansione e costruzione come si può notare dalle numerose gru.

La zona Nord fu l’ultima parte della città ad essere interessata dallo sviluppo urbanistico del XVIII secolo.

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Parte iniziale di O’ Connell street. Sulla sinistra la statua di Daniel O’Connell, leader nazionalista del primo ottocento.

O’ Connel Street, la strada principale della città, nasce come tranquillo ed esclusivo quartiere di viali alberati.
Oggi, pur mantenendo il suo fascino, è un’imponente strada larga circa 49 metri, molto trafficata (arteria centrale degli autobus), fiancheggiata da palazzi adibiti prevalentemente al commercio e ai servizi.
Sebbene gran parte degli edifici furono distrutti nel 1916 nell’insurrezione di Pasqua, la lotta per l’indipendenza irlandese, restano tuttora alcune costruzioni degne di nota, affiancate da neon e vetrine di fast food, negozi e ristoranti.
Entrambi i lati della strada sono dotati di ampi marciapiedi, vi è inoltre una grande isola pedonale centrale, che funge anche da spartitraffico, ricca di monumenti e statue.

Sicuramente il primo elemento che salta all’occhio, con i suoi 120 metri di altezza, è la “Monument of light” (Monumento della luce), detta anche “The Spire” (Pinnacolo), una torre in acciaio a forma conica che da una base di 3 metri di diametro si assottiglia fino alla punta di 15 cm.

Passeggiare lungo questa immensa arteria perfettamente orientata nord/sud e nei suoi dintorni è sicuramente piacevole, preferibilmente nelle ore meno affollate!
Mi sono spinto sempre più a nord, percorrendo i 500 metri di O’ Connel Street ed oltre, alla ricerca di un fantomatico “Museo delle cere” purtroppo dismesso! Salendo, la città perde di fascino, conviene restare nella parte bassa, costeggiando le rive del fiume.
Sicuramente da visitare, ho però nettamente preferito Grafton street e dintorni.

Nelle foto soprastanti negozi e grandi magazzini lungo Talbot street, perpendicolare a O’ Connell street.

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07.2 Dublino | Newgrange, Monasterboyce e la valle del Boyne

Il tour prosegue.

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Abbandonato Newgrange (clicca qui) si attraversa nuovamente la fertile valle del Boyne e ci si sofferma sul luogo dove, nel 1690, l’ex sovrano cattolico d’Inghilterra Giacomo II fu sconfitto da Guglielmo d’Orange, olandese e protestante.

A seguito della disfatta seguì la persecuzione religiosa, formalizzata in un codice penale che vietava tra l’altro ai cattolici di votare, commerciare, acquistare possedimenti e ricoprire cariche pubbliche.

..

Si guinge quindi al complesso monastico di Monasterboice, nella Contea di Louth, fondato nel V secolo da un discepolo di San Patrizio, San Buite.

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Il cimitero, che comprende una suggestiva torre circolare, è soprattutto visitato per le caratteristiche High Crosses (Croci Monumentali) del X secolo, riccamente decorate e tra le più belle di tutta l’Irlanda.

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07.1 Dublino | Newgrange, Monasterboyce e la valle dei Boyne

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Oggi vi porto nuovamente a visitare i dintorni di Dublino, come già fatto nel precedente tour del capitolo 5.
La gita si sviluppa per tutto l’arco della giornata, dalle 10.00 del mattino alle 17.00 circa. La destinazione è la Contea di Meath, a nord della capitale, nella fertile valle del fiume Boyne, popolata da primitive ma raffinate civilizzazioni durante il Neolitico e teatro nel 1690 d.c. dell’epocale battaglia tra cattolici e protestanti, vinta da questi ultimi.

La prima destinazione è una delle tombe a galleria più importanti d’Europa, situata nell’area archeologica di Newgrange.
L’area di Brú na Bóinne (“la dimora” del Boyne) comprende, oltre a Newgrange, i resti di circa 40 tumuli ed è dichiarata patrimonio dell’umanità dall’ UNESCO.
Lo scenario è spettacolare, completamente immerso nella verdeggiante natura, bagnato dalla scenografica ansa del fiume e popolato da cavalli, pecore e mucche lasciati in semi-libertà.
Praticamente l’immagine di come ci si aspetta di vedere la campagna irlandese!
La giornata di sole ha sicuramente accentuato le piacevoli sensazioni che si respiravano sulla collina.

La visita è molto ben organizzata. La prima tappa è il centro visitatori dove, oltre al biglietto d’ingresso, viene fornito un bollino (da applicare in vista sui vestiti) con indicato l’orario del bus navetta che condurrà al complesso monumentale. Il centro ospita un punto informazioni, un bar, un’area picnic e un’esposizione sugli usi e costumi della società che creò le tombe neolitiche, dal loro modo di vivere a quello di vestire fino agli strumenti e le armi che utilizzavano. Uomini sicuramente dotati di talento e ingegno considerando che non conoscevano ancora né la ruota né gli utensili in metallo. Comprende inoltre riproduzioni in scala della camera di Newgrange, plastici del territorio e delle fasi di costruzione del monumento.

All’orario stabilito una ospitale e competente guida (di lingua inglese ma di facile comprensione) fornisce le prime indicazioni all’esterno della tomba.
Secondo la tradizione celtica quest’ultima ospitava i resti dei leggendari Re di Tara (centro politico e spirituale irlandese fino al XI secolo) ma in realtà le origini sono antichissime, datate attorno al 3200 a.c..
È curioso constatare che il sito, scoperto e restaurato tra il 1962 e il 1975 dal professor M.J. O’Kelly, riuscì a superare incolume tutte le invasioni ma purtroppo non fu risparmiato dai tombaroli!


Il progetto di ricostruzione della facciata con le pietre di quarzo bianco e granito è basato sui ritrovamenti archeologici. È molto evidente il recente rifacimento esterno, a mio avviso un pò troppo perfetto per caratterizzare una costruzione di 5000 anni fa. La pietra con le incisioni più elaborate si trova all’ingresso e fa parte del cordolo di enormi massi che circonda il tumulo.


rayoflightLa parte più suggestiva è decisamente l’escursione all’interno, possibile solo a numero chiuso con la guida. Sconsigliata a chi soffre di claustrofobia. Attraversato uno stretto e angusto corridoio delimitato da lastre di ardesia posizionate in verticale si raggiunge la camera sepolcrale, con tre nicchie laterali ed un soffitto a volta conica formato da piccole pietre sovrapposte a secco e chiuso da un’unica pietra di copertura. Rimasto intatto nei secoli, resiste da sempre alle infiltrazioni d’acqua. Pietre lavorate trovate in ogni nicchia contenevano probabilmente offerte funerarie e ossa del defunto.
È emozionante quando, spente le luci, un faro simula quello che avviene ogni 21 Dicembre, giorno del solstizio d’inverno: all’alba un raggio di sole penetra attraverso l’apertura posizionata sopra l’entrata, percorre i 19 metri della galleria e colpisce il centro della camera.
Sono vietate le foto all’interno.

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05 Dublino | Costa Nord e Castello di Malahide

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Ufficio del turismo, interno.

L’Ufficio del Turismo di Dublino (Dublin Tourism Centre), situato nella strada centrale di Suffolk Street, è ricavato nella Chiesa sconsacrata di Sant’Andrea (Saint Andrew’s Church). Un unico grande ambiente, in alcuni punti a doppia altezza, dalle chiare pareti laterali a contrasto con la scura copertura lignea.
All’interno troverete il punto informazioni, la biglietteria, molti depliant inerenti le attrattive della città e le gite fuoriporta, un bar caffetteria e vari negozi di souvenir (non i più convenienti a livello economico!).

Proprio sfogliando qualche brochure relativa ad escursioni di qualche ora nei dintorni della città, ho deciso di prenotare quella della Costa Nord, comprensiva della visita al Castello di Malahide.

Ci sono diverse compagnie di bus turistici che offrono lo stesso servizio al medesimo prezzo, cambia fondamentalmente l’orario. Prenoto per il primo pomeriggio. La partenza è lungo O’Connell Street, a nord del fiume Liffey, strada nata come elegante viale alberato, attualmente imponente arteria  di traffico fiancheggiata da negozi ed uffici. Ne parlerò nei prossimi capitoli.

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Prospetto principale del Castello di Malahide.


La prima tappa è Il Castello di Malahide, raggiunto in una mezz’ora. La location è sicuramente suggestiva, un esteso e curato prato in stile inglese con sfondo le mura dell’altrettanto caratteristico castello. Non manca niente, ci sono anche un piccolo cimitero e animali da giardino che passeggiano liberamente. È stato la residenza privata della nobile famiglia inglese dei Talbot (Conti di Shrewsbury) per circa 800 anni, dal 1185 al 1975. Il complesso ha subito nel tempo numerosi ampliamenti, il più consistente durante il regno di Edoardo IV (seconda metà del XV secolo). Le torri risalgono al 1765.

La visita degli interni, compresa nel “pacchetto” della gita, è guidata da una voce registrata che illustra il percorso e narra le varie vicende storiche del castello e della famiglia proprietaria. Ovviamente non manca la presenza del fantasma! Le foto non sono permesse. Nel complesso… poco esaltante, meglio passeggiare e rilassarsi all’esterno, complice sicuramente la magnifica giornata di sole.

Si riparte! Il tour prosegue lungo la scenografica strada costiera, dove il fenomeno della marea è molto più evidente che dalle mie parti, verso la pittoresca cittadina di pescatori Howth ed oltre, purtroppo senza nemmeno una sosta.

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Il panorama è davvero mozzafiato, decisamente la parte più coinvolgente dell’escursione. Ritengo che al giorno d’oggi sia più difficile emozionarsi di fronte ad un paesaggio o ad un’architettura. La televisione e soprattutto il web ci hanno abituato a poter visitare virtualmente tutte le parti del mondo attraverso migliaia di foto e video e con la più recente Street View riusciamo addirittura a visualizzare le strade a 360°, come se le stessimo percorrendo. La costa attorno ad Howth è stata ancora in grado di coinvolgermi emotivamente, specialmente quando la vista si è aperta su una spiaggia infinita, punteggiata qua e là da bagnanti e circondata da un mare con un movimento ondoso unico, prati verdi e rocce, difficile da descrivere a parole.

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Seconda fermata del Bus turistico.

Il Bus si ferma nuovamente in un punto panoramico, sopraelevato rispetto al livello del mare, nei pressi delle scogliere di Howth. Giusto il tempo di scattare qualche fotografia, ammirare il panorama di cui godono le abitazioni (sicuramente di lusso) dei dintorni e si riparte, verso la baia di Dublino e quindi verso l’arrivo in città.
La durata totale dell’escursione è di circa 3 ore.

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Tiriamo le somme! I luoghi sono sicuramente da visitare e il bus turistico è uno dei mezzi più comodi e veloci per raggiungerli. Purtroppo avrei voluto fermarmi numerose volte lungo il percorso, per godere meglio del contesto e per non avere come filtro il vetro dei finestrini ed i vari riflessi. La cittadina di Howth mi è sembrata molto caratteristica e curata, ma è volata dalla mia vista senza nemmeno accorgermene! La voglia di passeggiare lungomare e di sentire il calore del sole di Maggio, il vento e la salsedine era altrettanto forte… ma ero nel “chiuso” del mio bus! Avrei decisamente preferito vedere il Castello di Malahide “in movimento” e invece fermarmi un’oretta nelle dune di Dollymount Strand… capisco comunque che è stata complice di queste mie sensazioni la bellissima giornata di sole e che magari in una giornata piovosa avrei preferito il tour come effettivamente è gestito.

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Mi sono proposto di rivisitare la costa a nord di Dublino, questa volta però senza limiti di tempo, con la speranza di ritrovare quella favolosa giornata quasi estiva.

Ho ancora molte altre cose da raccontare… continua!

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