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I nuovi spazi della musica | New spaces in music

Ascoltare musica è uno dei bisogni umani più antichi e il progresso tecnologico contribuisce a rendere questa necessità sempre più coinvolgente, un viaggio nel benessere della perfezione acustica.

Listening to music is one of the oldest human needs. Technological progress contributes to rendering this need ever more engaging, a journey into the well-being of acoustic perfection.

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With Style Aprile 2017 – I nuovi spazi della musica | New spaces in music

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Casa della Musica

ITALIA, Venezia – 2006

prospettiva 2

La volontà del progetto ‘Casa della Musica’ è creare le condizioni per cui l’isola del Tronchetto venga riconosciuta non solo come luogo di attraversamento e passaggio ma come nuovo punto di incontro e sosta, come uno specializzato centro artistico culturale offerto nella compagine più ampia dell’intera città di Venezia.

Si propone una nuova configurazione dell’isola artificiale, costruita nel 1958 come ampliamento della testa di ponte del Piazzale Roma, in cui ‘flussi mediatici’ dati dallo scambio e dalla contaminazione culturale fra discipline quali la musica la danza e il teatro andranno a rafforzare la preesistente connotazione di luogo di flussi fisici, riconoscibili oggi nel passaggio di mezzi di trasporto e di persone.

La localizzazione del sito, al margine ovest della città, si rivela nodale per la città nel suo assetto attuale e nel suo sviluppo futuro per i requisiti di grande suggestione paesaggistica, di facile accessibilità e di una buona dotazione di servizi urbani e metropolitani.

prospettiva 4

Il progetto diventa ‘porta’ della città per chi giunge a Venezia dal ponte della Libertà, osserva con curiosità lo skyline decadente ma fascinoso di ciminiere e oleodotti verso Porto Marghera, e dalla parte opposta intravede con lo sguardo la città storica con i suoi campanili, attraverso la mediazione della Stazione Marittima e delle architetture dell’operosa Venezia industriale di fine Ottocento. A completare lo scenario si aggiungono le vicine isole di S. Giorgio in Alga e delle Tresse.

La sagoma rigidamente rettangolare della planimetria del Tronchetto, voluta e costruita dall’uomo, viene scavata dall’anarchia delle acque che, disdegnando la nozione convenzionale di forma, si inseriscono in maniera libera ma non casuale all’interno del progetto, definiscono la superficie attorno alla quale si dispongono gli spazi e offre a questi il proprio doppio, riflesso.

prospettiva 1

Una ‘nuova fondamenta’ palificata che nasce nella parte nord ovest dell’isola segue la ‘fenditura’ del canale e distribuisce le varie parti del progetto. Allo stesso tempo, salendo rispetto alla quota di accesso, permette una visione sopraelevata dell’acqua e tende verso la linea dell’orizzonte.

L’acqua della laguna entra direttamente all’interno del volume contenente la “sala maggiore” scavando una sorta di grotta artificiale. Si viene così a configurare un ingresso diretto via mare al “centro della musica”. Uno spazio per esposizioni temporanee animato dai giochi di luci e di riflessioni sull’intradosso della ‘grotta artificiale’.

prospettiva 3

Il volume delle residenze si pone come elemento segnaletico visibile in lontananza e la sua parte terminale vetrata, che ospita sale prove, diventa un faro nel paesaggio notturno.

Le rampe che dalla zona di sbarco collegano con la ‘fondamenta’ di distribuzione, avvolgono scatole traslucide destinate alle prove e ai saggi degli allievi. Simili a ombre cinesi, gli effetti dei corpi che si muovono all’interno delle sale proporranno una sorta di teatralità magica percepibile dal mare ancora prima dello sbarco. Una ‘teatralità’ che accompagna anche la salita dal basso della piattaforma di arrivo verso il “centro della musica”.