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Enrico Ruggeri | case famose

È con grande piacere che introduco l’odierno protagonista dell’intervista “case famose”, Enrico Ruggeri.

Un artista poliedrico che vanta una trentennale carriera cantautorale, una passione per la scrittura di racconti e poesie ed una più recente esperienza nel mondo della conduzione televisiva.

Ha scritto pezzi indimenticabili della musica italiana, da “Il mare d’inverno” a “Quello che le donne non dicono”, regalati rispettivamente a Loredana Bertè e Fiorella Mannoia, da “Si può dare di più”, in sodalizio con Morandi e Tozzi, alla hit “Mistero”, entrambe prime classificate al Festival di Sanremo (anni 1987 e 1993). Continua a leggere Enrico Ruggeri | case famose

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Roberto Vecchioni | case famose

Concludiamo la settimana delle “case famose” con l’appartamento milanese di Roberto Vecchioni. Il cantautore ha terminato a fine Novembre “I colori del Buio Tour 2012” riscontrando lusinghieri consensi del pubblico e ottime recensioni da parte dei media. Da ottobre ha ripreso il suo posto di docente di “Forme di poesia per musica” presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Pavia dove per l’anno accademico 2012-2013 tiene il corso “TODO CAMBIA-CONTROCANTO”, la canzone italiana del dissenso e della speranza. Continua a leggere Roberto Vecchioni | case famose

Casa della Musica

ITALIA, Venezia – 2006

prospettiva 2

La volontà del progetto ‘Casa della Musica’ è creare le condizioni per cui l’isola del Tronchetto venga riconosciuta non solo come luogo di attraversamento e passaggio ma come nuovo punto di incontro e sosta, come uno specializzato centro artistico culturale offerto nella compagine più ampia dell’intera città di Venezia.

Si propone una nuova configurazione dell’isola artificiale, costruita nel 1958 come ampliamento della testa di ponte del Piazzale Roma, in cui ‘flussi mediatici’ dati dallo scambio e dalla contaminazione culturale fra discipline quali la musica la danza e il teatro andranno a rafforzare la preesistente connotazione di luogo di flussi fisici, riconoscibili oggi nel passaggio di mezzi di trasporto e di persone.

La localizzazione del sito, al margine ovest della città, si rivela nodale per la città nel suo assetto attuale e nel suo sviluppo futuro per i requisiti di grande suggestione paesaggistica, di facile accessibilità e di una buona dotazione di servizi urbani e metropolitani.

prospettiva 4

Il progetto diventa ‘porta’ della città per chi giunge a Venezia dal ponte della Libertà, osserva con curiosità lo skyline decadente ma fascinoso di ciminiere e oleodotti verso Porto Marghera, e dalla parte opposta intravede con lo sguardo la città storica con i suoi campanili, attraverso la mediazione della Stazione Marittima e delle architetture dell’operosa Venezia industriale di fine Ottocento. A completare lo scenario si aggiungono le vicine isole di S. Giorgio in Alga e delle Tresse.

La sagoma rigidamente rettangolare della planimetria del Tronchetto, voluta e costruita dall’uomo, viene scavata dall’anarchia delle acque che, disdegnando la nozione convenzionale di forma, si inseriscono in maniera libera ma non casuale all’interno del progetto, definiscono la superficie attorno alla quale si dispongono gli spazi e offre a questi il proprio doppio, riflesso.

prospettiva 1

Una ‘nuova fondamenta’ palificata che nasce nella parte nord ovest dell’isola segue la ‘fenditura’ del canale e distribuisce le varie parti del progetto. Allo stesso tempo, salendo rispetto alla quota di accesso, permette una visione sopraelevata dell’acqua e tende verso la linea dell’orizzonte.

L’acqua della laguna entra direttamente all’interno del volume contenente la “sala maggiore” scavando una sorta di grotta artificiale. Si viene così a configurare un ingresso diretto via mare al “centro della musica”. Uno spazio per esposizioni temporanee animato dai giochi di luci e di riflessioni sull’intradosso della ‘grotta artificiale’.

prospettiva 3

Il volume delle residenze si pone come elemento segnaletico visibile in lontananza e la sua parte terminale vetrata, che ospita sale prove, diventa un faro nel paesaggio notturno.

Le rampe che dalla zona di sbarco collegano con la ‘fondamenta’ di distribuzione, avvolgono scatole traslucide destinate alle prove e ai saggi degli allievi. Simili a ombre cinesi, gli effetti dei corpi che si muovono all’interno delle sale proporranno una sorta di teatralità magica percepibile dal mare ancora prima dello sbarco. Una ‘teatralità’ che accompagna anche la salita dal basso della piattaforma di arrivo verso il “centro della musica”.