Museo del Vino – Wine Museum

CHILE, Santiago de Chile – 2010

The architecture of the project is made up of two different elements: the tower and the horizontal gallery. The main path of the museum develops in the horizontal part of the building through first the “sun light rooms”  where the natural light gets into the galleries symbolizing the importance of sun for the grapes.

Step by step the gallery is becoming darker and darker and rooms are made looking like barrels in order to remind to the public that juice of the grapes to become good quality wine needs to be kept in the shadow. One of the best  wine’s container is the oak barrel. These  ‘floating barrels’ are also perceived outside the structure.

The main use of wood in the building is to emphasize the importance of this material for the life of wine.

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The tower hosts the two urban balconies from which can be enjoyed the view over the city and the surroundings but also the sky bar, a  place of encounter and enjoying.

The access  either to the museum and to skybar is placed at the base of the tower. By the mean of the two elevators once at the lobby level the visitors can choose to get into the museum or just visit the wine tasting area.



progettisti: 
Alessio Carrabino, Valerie Marchetti, Paola Poletti, Andrea Tarantola.

tavola layout

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Casa della Musica

ITALIA, Venezia – 2006

prospettiva 2

La volontà del progetto ‘Casa della Musica’ è creare le condizioni per cui l’isola del Tronchetto venga riconosciuta non solo come luogo di attraversamento e passaggio ma come nuovo punto di incontro e sosta, come uno specializzato centro artistico culturale offerto nella compagine più ampia dell’intera città di Venezia.

Si propone una nuova configurazione dell’isola artificiale, costruita nel 1958 come ampliamento della testa di ponte del Piazzale Roma, in cui ‘flussi mediatici’ dati dallo scambio e dalla contaminazione culturale fra discipline quali la musica la danza e il teatro andranno a rafforzare la preesistente connotazione di luogo di flussi fisici, riconoscibili oggi nel passaggio di mezzi di trasporto e di persone.

La localizzazione del sito, al margine ovest della città, si rivela nodale per la città nel suo assetto attuale e nel suo sviluppo futuro per i requisiti di grande suggestione paesaggistica, di facile accessibilità e di una buona dotazione di servizi urbani e metropolitani.

prospettiva 4

Il progetto diventa ‘porta’ della città per chi giunge a Venezia dal ponte della Libertà, osserva con curiosità lo skyline decadente ma fascinoso di ciminiere e oleodotti verso Porto Marghera, e dalla parte opposta intravede con lo sguardo la città storica con i suoi campanili, attraverso la mediazione della Stazione Marittima e delle architetture dell’operosa Venezia industriale di fine Ottocento. A completare lo scenario si aggiungono le vicine isole di S. Giorgio in Alga e delle Tresse.

La sagoma rigidamente rettangolare della planimetria del Tronchetto, voluta e costruita dall’uomo, viene scavata dall’anarchia delle acque che, disdegnando la nozione convenzionale di forma, si inseriscono in maniera libera ma non casuale all’interno del progetto, definiscono la superficie attorno alla quale si dispongono gli spazi e offre a questi il proprio doppio, riflesso.

prospettiva 1

Una ‘nuova fondamenta’ palificata che nasce nella parte nord ovest dell’isola segue la ‘fenditura’ del canale e distribuisce le varie parti del progetto. Allo stesso tempo, salendo rispetto alla quota di accesso, permette una visione sopraelevata dell’acqua e tende verso la linea dell’orizzonte.

L’acqua della laguna entra direttamente all’interno del volume contenente la “sala maggiore” scavando una sorta di grotta artificiale. Si viene così a configurare un ingresso diretto via mare al “centro della musica”. Uno spazio per esposizioni temporanee animato dai giochi di luci e di riflessioni sull’intradosso della ‘grotta artificiale’.

prospettiva 3

Il volume delle residenze si pone come elemento segnaletico visibile in lontananza e la sua parte terminale vetrata, che ospita sale prove, diventa un faro nel paesaggio notturno.

Le rampe che dalla zona di sbarco collegano con la ‘fondamenta’ di distribuzione, avvolgono scatole traslucide destinate alle prove e ai saggi degli allievi. Simili a ombre cinesi, gli effetti dei corpi che si muovono all’interno delle sale proporranno una sorta di teatralità magica percepibile dal mare ancora prima dello sbarco. Una ‘teatralità’ che accompagna anche la salita dal basso della piattaforma di arrivo verso il “centro della musica”.

Sacrario a memoria dei caduti partigiani

ITALIA, La Spezia – 2010

render 1Il progetto del Sacrario, da realizzare all’interno del cimitero monumentale spezzino in località Boschetti, persegue la finalità di raccogliere i resti mortali dei partigiani caduti nella lotta di liberazione della provincia della Spezia in un unico monumento commemorativo.

L’area di intervento, di forma triangolare è delimitata su due lati da percorsi pedonali/carrabili e sul terzo lato da un loculario.

Il progetto, fortemente evocativo e simbolico, è costituito da blocchi di calcestruzzo armato a vista aventi altezze e dimensioni di base variabili, disposti in sequenza, con una dislocazione che passa dal rarefatto al compatto, dal basso all’alto, dal permeabile all’impenetrabile.

La scelta del calcestruzzo a vista, che lascia intravvedere nella sua pelle esterna i segni della casseratura, rimanda alla forza e alla volontà dei partigiani, il passaggio dal rarefatto al compatto simboleggia l’unione e la resistenza dei combattenti, a perenne memoria del loro valore.

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Sul basamento generale sono stati ricavati fori da destinare a fioriere, contenenti essenze spontanee che possano rendere più naturale il percorso e necessitare di limitata manutenzione.

L’elemento acqua, simbolo di vita, sgorga dalla stele della memoria, situata in testa al sacrario, dopo un percorso rettilineo e stretto, lambisce tutti i blocchi, celebrandone il ricordo e  mantenendoli in vita data la sua valenza.

Il momento evocativo del sacrario è rivolto verso la collina adiacente  in modo da essere meglio percepibile. I cinerari e gli ossari sono invece collocati sul lato opposto, in  una zona più appartata ed intima.

Il percorso progettuale ha avuto come filo conduttore l’idea che il monumento avesse, nella sua staticità e compattezza materica, una fluidità e trasparenza tali da non trasformarlo con il tempo in una parte anonima dell’ambiente, ma che potesse essere “animato” attraverso gli interstizi tra un monolite e l’altro che permettono di percepire il paesaggio circostante con le sue continue variazioni dovute al susseguirsi delle stagioni, alla presenza degli avventori, alle commemorazioni.

Sottotetto

Incremento della superficie abitabile di un appartamento all’ultimo piano

G.S. è proprietario di un appartamento situato all’ultimo piano e mi chiede maggiori informazioni in merito al recupero del sottotetto per adibirlo a zona studio/biblioteca.

L’intervento è regolamentato dalla Legge Regionale n. 24 del 6/08/2001. Sinteticamente i presupposti fondamentali affinchè sia possibile recuperare il sottotetto sono: in primo luogo l’effettiva preesistenza di un sottotetto, ossia di un volume posto sopra l’ultimo piano abitativo dell’edificio che alla data del 6.9.2001 non abbia le condizioni di abitabilità. Secondariamente che il sottotetto sia di proprietà. A volte non appartiene all’appartamento sottostante, bensì a tutto il condominio che potrebbe non essere disposto a frazionarlo o venderlo. In ultimo luogo, ma per questo non di minore importanza, che il Piano Urbanistico Comunale preveda la possibilità di attuare la ristrutturazione edilizia (r3) all’immobile. Una volta sincerati i punti soprastanti è possibile raggiungere un’altezza media interna netta di 2,30 metri per gli spazi ad uso abitazione e di 2,10 metri per i locali accessori o di servizio. Nel caso di copertura non orizzontale l’altezza della parete minima non può essere inferiore a 1,50 metri per gli spazi ad uso abitazione ed a 1,30 metri per gli spazi accessori e di servizio. Il rapporto aeroilluminante deve essere pari o superiore a 1/16 della superficie utile interna. E’ consentita la realizzazione di terrazzi a pozzetto, di abbaini e l’installazione di lucernari. Pur essendo ammessa esplicitamente la possibilità di modifiche dell’altezza di colmo e di gronda e delle linee di pendenza delle falde, fermo restando che tali modifiche sono esclusivamente funzionali al raggiungimento dell’altezza minima/massima interna sopra ricordata, si evidenzia l’obbligo di rispettare in ogni caso l’altezza massima esterna degli edifici fissata dal Piano Urbanistico Comunale e il rispetto delle caratteristiche tipologiche e architettoniche dell’edificio originario.

Per leggere gli articoli della rubrica “architetto consiglia” già pubblicati clicca qui

Scrivi a: architettoconsiglia@gmail.com
Le domande selezionate riceveranno risposta gratuita.
(nel caso di planimetrie inviare disegno in scala o quotato)

Progetto di una libreria su misura

L.B. ha nel proprio appartamento una porzione di parete, compresa tra due colonne portanti, di larghezza 2,50 m, altezza 2,60 m e profondità 35 cm.
Vorrebbe realizzare una libreria su misura.

Trovo molto interessante la dimensione pressochè quadrata dello spazio.
Nel progetto divido l’area con una maglia quadrata 7 righe x 7 colonne.
Considerando uno spessore delle divisioni in legno di 3 cm procedo alla suddivisione degli spazi accorpando i vari moduli in orizzontale e verticale per raggiungere il risultato finale che vedi illustrato.
Ho anche inserito dei contenitori con ante che movimentano il prospetto, sicuramente utili dal momento che in casa lo spazio non basta mai.
Il risultato finale permette di riporre sulla libreria molteplici oggetti, dai libri alle cornici per fotografie, dall’oggetto di design al vaso con i fiori.
Purtroppo non mi hai specificato il colore della parete. Ti suggerisco di creare dei contrasti cromatici tra il colore della struttura, delle ante e della parete di fondo.

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realizzare l'abitazione dei propri sogni… non è poi così difficile!

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