Abitare in un “mini” open space

Mi scrive L.M., ha da poco acquistato una mansarda di circa 50 mq nel centro storico di Verona.
Al momento l’immobile è suddiviso in piccoli locali, per la maggior parte illuminati con finestre a tetto (velux), ai quali si accede da un lungo corridoio, di circa 9 metri. Entrando si incontrano uno studio (1), una cucina (2), il bagno (3) e il soggiorno (4). Vorrebbe trasformare l’appartamento in uno spazio aperto polifunzionale, senza pareti, tale da rendere quanto più luminoso e uniforme l’apporto dato dalle due finestre (a) (b) e dalle due velux (c) (d).
Chiede il mio consiglio.

Vivere in ambienti aperti, che uniscano al loro interno molteplici funzioni, è una tematica molto attuale, specialmente nel caso di abitazioni dalla superficie ridotta, dove non è possibile ricavare i singoli vani del giorno e della notte:
la luce si diffonde in ambienti aperti dove librerie e tendaggi prendono il posto della muratura, il divano è spesso anche letto, pannelli scorrevoli si adattano alle esigenze dell’abitare…
Un argomento che nei giorni scorsi è stato anche affrontato sul profilo Instagram di Paola Marella, con una sequenza di immagini ricca di spunti ed idee (l’importante è non eccedere!).

Passiamo alle mie proposte progettuali.
La prima soluzione prevede un unico vano di circa 40 mq.
Il bagno (5), illuminato dalla velux (c), viene spostato all’ingresso; in questo modo anche la finestra dell’attuale locale bagno (a – stato di fatto) può contribuire ad aumentare l’apporto luminoso dell’appartamento.
Il lungo corridoio viene notevolmente ridotto. Dopo il bagno si collocano una nicchia per l’alloggio della calderina (6), l’angolo cottura (7), con un’ampia penisola (8) che si affaccia sul living (9), una zona studio (10) e quindi il letto (11), schermato da una parete attrezzata alta circa 150 cm (12). Quest’ultima contiene la televisione sul lato rivolto verso il divano e diventa testata del letto sul lato opposto. Può essere caratterizzata da nicchie ed inserti luminosi. Nella sommità può ospitare delle piante, che arredano l’ambiente e migliorano la qualità interna dell’aria.
Nella parete di fondo è inserita una grande armadiatura (13) a tutta altezza, unico contenitore di tutto l’appartamento.

La seconda soluzione è identica alla prima, ad eccezione dell’inserimento di un ripostiglio/dispensa (14) tra il bagno e l’angolo cottura; quest’ultimo risulta, necessariamente, più sacrificato.

L’ultima soluzione rappresenta un compromesso, introducendo una piccola camera/studio (15) nella zona dell’ingresso, rifugio per i momenti di tranquillità. Seguono quindi il bagno (16), l’angolo cottura con penisola attrezzata (17) ed un ampio locale open space di circa 32 mq. Non trova spazio il letto matrimoniale, sostituito da un divano letto.

Sono tutte soluzioni che necessitano di una verifica sul posto.
Lo spostamento del bagno comporterà quasi sicuramente il rialzamento di parte del pavimento, per permettere alla nuova tubazione di raggiungere lo scarico esistente. In tutte le soluzioni consiglio di ampliare la superficie illuminante della velux sulla zona giorno (d).

Infine, trattandosi di un appartamento dalla metratura ridotta, potrete trovare interessanti questi ulteriori accorgimenti: “5 consigli per far sembrare la propria abitazione più grande

E voi cosa pensate degli ambienti open space? Vi piacciono o preferite la privacy degli ambienti separati?
Aspetto i vostri pareri!

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