Tutti gli articoli di arch. Alessio Carrabino

Tommaso | le vostre case

Oggi un nuovo articolo della rubrica “Le vostre case“, dedicata alle abitazioni dei lettori che, attraverso fotografie e le “classiche” nove domande, possono descrivere i loro “luoghi” e le soluzioni di interior design preferite e delle quali vanno maggiormente fieri. Continua a leggere Tommaso | le vostre case

Francesco Baccini | case famose

Oggi scopriamo qualche dettaglio di interior design dell’abitazione del cantautore genovese Francesco Baccini.
In quasi 25 anni di carriera vanta una ricchissima discografia: dall’esordio con “Cartoons” passando per “Il pianoforte non è il mio forte”, “Nomi e cognomi”, “Nudo”, “Nostra signora degli autogrill” fino a “Baccini canta Tenco”.  Continua a leggere Francesco Baccini | case famose

Giusy Ferreri | case famose

Giusy Ferreri è stata senza dubbio la rivelazione musicale del 2008 grazie ad un timbro di voce davvero particolare e ad un album che ha spopolato. Dalla sua partecipazione alla prima edizione del programma X-Factor ha collezionato risultati unici e straordinari vendendo a livello internazionale 840.000 album e 450.000 singoli. Impossibile non ricordare il “tormentone” tratto dall’omonimo album Non ti scordar mai di mescritto da Tiziano Ferro e Roberto Casalino, per sedici settimane al primo posto delle vendite digitali e in vetta alle classifiche radiofoniche, oppure l’incalzante Novembre, Stai fermo lì, Il mare Immenso (presentata a Sanremo 2011) o la più recente Piccoli dettagli.  Continua a leggere Giusy Ferreri | case famose

04 Copenaghen – Christiania

Continuano i racconti del mio viaggio a Copenaghen.

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Una delle mete più visitate di Copenaghen è la controversa Christiania, inserita all’interno del centro urbano ma allo stesso tempo “città libera”. Nasce nel 1971 quando la zona militare abbandonata nel quartiere di Christianshavn viene occupata abusivamente dagli hippies per dare vita ad una società autogestita dal peace&love, nella quale ogni individuo si senta responsabile del benessere della comunità intera.

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Un quartiere parzialmente autogovernato con un proprio inno (Non potete ucciderci), la propria bandiera (tre sfere gialle su sfondo rosso) e la propria valuta. Qui le decisioni politiche vengono prese in “incontri di zona”, la proprietà è collettiva, le auto non circolano, non sono ammesse violenza, armi e droghe pesanti.

La mia visita ha inizio lungo le sponde del canale (lago). Sono rimasto subito piacevolmente colpito dal luogo: bellissime passeggiate con vista scenografica tra uccelli selvatici e natura verdeggiante, luogo dove attualmente si sono trasferiti registi, scrittori e liberi professionisti. Le abitazioni in legno e lamiera, immerse nella natura, sono veramente caratteristiche e presentano elementi architettonici e decorativi particolari e originali. Una posizione “invidiabile”, così vicina ai servizi della città e allo stesso tempo così a contatto con l’ambiente.

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Con il tempo il quartiere è diventato un esperimento sociale di grande interesse, ma non ha mai incontrato le simpatie dello Stato, che ne ha tentato più volte lo sgombero, senza successo. La polizia può entrare solo con un permesso speciale! All’interno sembra sia tollerato unicamente l’uso delle droghe leggere.

È molto importante seguire le regole e i divieti della zona: oltre a quelli già citati sopra, non è possibile correre, parlare al cellulare ed in particolare non è consentito scattare fotografie o realizzare video. Visitare questo miscuglio di magazzini, baracche, case, murales colorati e sculture all’aperto è sicuramente un’esperienza da provare, anche solo per trarne un giudizio. Sinceramente, il mio è negativo.

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Ho tanto apprezzato la zona del lago quanto poco quella del “cuore” del quartiere (per i motivi di cui sopra, non fotografato). Ho trovato edifici fatiscenti, disordine, sporcizia e persone non troppo raccomandabili, almeno all’apparenza! Non mi sono soffermato e ho preferito spostarmi in altre parti della città. Ripeto, è comunque un luogo da visitare anche solo per farsi un’idea dei principi che stanno alla base di questa comunità e per riflettere sullo stile di vita di questi abitanti, specialmente dei loro bambini. Meglio una visita di giorno assieme ai parecchi turisti (sembrerebbe la terza attrazione turistica più visitata della città!).

Dopo quasi mezzo secolo in totale autarchia e con non pochi contenziosi, manifestazioni e scontri anche violenti, si è gradualmente arrivati ad un compromesso con lo Stato: Christiania potrà continuare ad esistere ma in cambio dovrà vendere un po’ della sua anima, 10 milioni di euro per la sua “legalizzazione”. La comunità, ottenendo un prestito dalle banche che dovrà rimborsare con gli affitti e le attività interne, ha infatti acquistato l’intera area con un vantaggioso sconto, stimato di venti volte inferiore a quello di mercato. Un atteggiamento sicuramente lontano dall’ideologia che l’ha creata ma “forzato” dalla necessità di sopravvivere.

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Percorrendo le rive del canale dal lato opposto al nucleo urbanizzato, al confine con Christiania, c’è una simpatica concentrazione di casette prefabbricate. Ognuna ha sul davanti un giardino privato che separa dalla strada. Vale la pena una veloce passeggiata per scoprire i diversi e divertenti stili che distinguono gli immobili. Si passa dal neoclassico (foto sopra) al tirolese, al completamente dipinto!

Sulle siepi una moltitudine di passerotti (foto sotto), così tanti da fare invidia ai più importanti parchi inglesi!

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Ho ancora molte altre cose da raccontare, continua…

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Davide Oldani “case famose”

Appena contattato, lo chef Davide Oldani mi avverte che non ha una grande opinione per i blogger!
Non per tutti ovviamente: come spiega nel suo libro Il giusto e il gusto (Feltrinelli), definisce “identità noiose” quelli che non si firmano, i criticoni che postano in rete la loro “preziosissima” ma anonima opinione.
La libertà di espressione dovrebbe contemplare l’assunzione di responsabilità!

Dopo questo incipit l’intervista scorre velocemente e Oldani si dimostra una persona molto disponibile e cordiale.

La sua cucina, definita POP (popolare, del popolo), è il frutto di tanta strada e non pochi maestri, mescola il senza fronzoli con il ben fatto, il buono con l’accessibile, l’innovazione con la tradizione. Spazia dalla maniera di stare a tavola, agli ingredienti utilizzati, ai prezzi POP-olari, fino alla creazione di una linea di oggetti che ha appositamente disegnato lui stesso: la Passepartout è una pratica ma anticonvenzionale posata universale (cucchiaio, forchetta e coltello insieme, tre in uno), i bicchieri con il bordo ellittico permettono di degustare un buon vino senza perdere di vista lo sguardo dei commensali, il piatto con il fondo obliquo è adatto a chi ama le zuppe. Elementi tradizionali reinterpretati per intensificare la convivialità e il piacere di mangiare in compagnia.

Un percorso di vita ricco di esperienze che si rispecchia anche nelle scelte di interior design della sua abitazione.
Buona lettura!

Luogo:
Milano, Cornaredo.

Appartamento o casa indipendente?
Casa indipendente, tutta la vita.

Open space o ambienti separati?
Ambienti separati, sono tradizionalista.

Pavimento in…?
Legno e travertino.

Pareti bianche o colorate?
Bianche.

Stile minimalista o sontuoso? Minimal “hot“.
Lo stile rispecchia appieno la personalità e la filosofia POP. Si contraddistingue per la chiarezza e l’equilibrio dei contrasti dall’antico al nuovo. È un mix sempre in evoluzione.

Elementi di arredo/design di cui vado maggiormente fiero…
L’arco di Castiglioni della Flos e alcuni accessori di cucina giapponesi.

L’angolo della casa che preferisco…
Il salotto. La zona divani è ricca di sedute e di elementi di arredo disegnati da Lissoni e Cassina.

Mi affaccio alla finestra e vedo…
Un albero.

Nella puntata monografica di “Storie di Grandi Chef” (La7) condotta da Michela Rocco e visibile qui sotto, potrete scoprire sia il ristorante D’O che alcune viste esterne ed interne dell’abitazione (dal minuto 25 circa).

Case Famose

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