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06 Copenaghen | Opera House

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Il teatro dell’Opera di Copenaghen, denominato semplicemente Operaen, è situato lungo la riva del porto, in perfetto asse con il Palazzo Reale (Amalienborg) e la Chiesa di Marmo (Marmorkirken). Facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici tradizionali e con il battello è un luogo sicuramente da visitare, anche solo per la splendida vista sulla città e sul canale. Viene voglia di sedersi sulle scalinate esterne, magari con una bella giornata di sole, a guardare il passaggio delle imbarcazioni e ad ascoltare i suoni del porto.

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Il teatro, inaugurato nel Gennaio 2005, è un progetto dell’architetto Henning Larsen e degli studi ingegneristici Ramboll e Buro Happold . Pensato per riqualificare e sviluppare un’area interessante della città, con un elevato potenziale di crescita. Un’architettura maestosa, a mio avviso più affascinante internamente che all’esterno. Forse sono troppi i richiami al Centro per la Cultura e i congressi (KKL) di Lucerna (Jean Nouvel, 2000), dal profondo sbalzo della copertura al “gioco” della “scatola dentro la scatola”, come visibile dalle foto la sala per i concerti è contenuta all’interno di un involucro, a sua volta racchiuso dall’elegante facciata esterna in vetro e acciaio.

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Il foyer è caratterizzato da una forte spazialità e dinamicità. Il volume dell’auditorium è il fulcro di tutto lo spazio distributivo. I ballatoi dei vari livelli permettono affacci e visuali sempre diversi. L’ampia vetrata conferisce luminosità e continuità con l’esterno e l’acqua. La pavimentazione in marmo accentua lo stile e la luce.

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La forma dell’auditorium si ispira a quella di una conchiglia mentre il rivestimento esterno in pannelli curvi di legno d’acero dorato e laccato rimanda al legno del violino. Tre imponenti lampadari in cristallo offrono un elegante spettacolo di luci e riflessi.

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04 Copenaghen – Christiania

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Una delle mete più visitate di Copenaghen è la controversa Christiania, inserita all’interno del centro urbano ma allo stesso tempo “città libera”. Nasce nel 1971 quando la zona militare abbandonata nel quartiere di Christianshavn viene occupata abusivamente dagli hippies per dare vita ad una società autogestita dal peace&love, nella quale ogni individuo si senta responsabile del benessere della comunità intera.

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Un quartiere parzialmente autogovernato con un proprio inno (Non potete ucciderci), la propria bandiera (tre sfere gialle su sfondo rosso) e la propria valuta. Qui le decisioni politiche vengono prese in “incontri di zona”, la proprietà è collettiva, le auto non circolano, non sono ammesse violenza, armi e droghe pesanti.

La mia visita ha inizio lungo le sponde del canale (lago). Sono rimasto subito piacevolmente colpito dal luogo: bellissime passeggiate con vista scenografica tra uccelli selvatici e natura verdeggiante, luogo dove attualmente si sono trasferiti registi, scrittori e liberi professionisti. Le abitazioni in legno e lamiera, immerse nella natura, sono veramente caratteristiche e presentano elementi architettonici e decorativi particolari e originali. Una posizione “invidiabile”, così vicina ai servizi della città e allo stesso tempo così a contatto con l’ambiente.

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Con il tempo il quartiere è diventato un esperimento sociale di grande interesse, ma non ha mai incontrato le simpatie dello Stato, che ne ha tentato più volte lo sgombero, senza successo. La polizia può entrare solo con un permesso speciale! All’interno sembra sia tollerato unicamente l’uso delle droghe leggere.

È molto importante seguire le regole e i divieti della zona: oltre a quelli già citati sopra, non è possibile correre, parlare al cellulare ed in particolare non è consentito scattare fotografie o realizzare video. Visitare questo miscuglio di magazzini, baracche, case, murales colorati e sculture all’aperto è sicuramente un’esperienza da provare, anche solo per trarne un giudizio. Sinceramente, il mio è negativo.

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Ho tanto apprezzato la zona del lago quanto poco quella del “cuore” del quartiere (per i motivi di cui sopra, non fotografato). Ho trovato edifici fatiscenti, disordine, sporcizia e persone non troppo raccomandabili, almeno all’apparenza! Non mi sono soffermato e ho preferito spostarmi in altre parti della città. Ripeto, è comunque un luogo da visitare anche solo per farsi un’idea dei principi che stanno alla base di questa comunità e per riflettere sullo stile di vita di questi abitanti, specialmente dei loro bambini. Meglio una visita di giorno assieme ai parecchi turisti (sembrerebbe la terza attrazione turistica più visitata della città!).

Dopo quasi mezzo secolo in totale autarchia e con non pochi contenziosi, manifestazioni e scontri anche violenti, si è gradualmente arrivati ad un compromesso con lo Stato: Christiania potrà continuare ad esistere ma in cambio dovrà vendere un po’ della sua anima, 10 milioni di euro per la sua “legalizzazione”. La comunità, ottenendo un prestito dalle banche che dovrà rimborsare con gli affitti e le attività interne, ha infatti acquistato l’intera area con un vantaggioso sconto, stimato di venti volte inferiore a quello di mercato. Un atteggiamento sicuramente lontano dall’ideologia che l’ha creata ma “forzato” dalla necessità di sopravvivere.

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Percorrendo le rive del canale dal lato opposto al nucleo urbanizzato, al confine con Christiania, c’è una simpatica concentrazione di casette prefabbricate. Ognuna ha sul davanti un giardino privato che separa dalla strada. Vale la pena una veloce passeggiata per scoprire i diversi e divertenti stili che distinguono gli immobili. Si passa dal neoclassico (foto sopra) al tirolese, al completamente dipinto!

Sulle siepi una moltitudine di passerotti (foto sotto), così tanti da fare invidia ai più importanti parchi inglesi!

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03 Copenaghen – Palazzo del Municipio, Palazzo di Christiansborg e Rundetårn

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A pochi passi dalla stazione ferroviaria sorge l’imponente Palazzo del Municipio (Københavns Rådhus), situato nell’omonima piazza (Rådhuspladsen) punto di partenza dello Strøget. La sua costruzione, su progetto dell’architetto Martin Nyrop, fu portata a termine nel 1905. La tipica facciata in mattoni rossi combina lo stile dei palazzi italiani (in particolare toscani) con elementi dell’architettura medievale danese. La torre dell’orologio è alta 105 metri.

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La torre dell’orologio vista dal cortile interno.

Vale sicuramente una visita, anche perchè l’ingresso è gratuito! (ad eccezione della torre). Le parte più caratteristica è l’ampio salone principale a forma rettangolare, con decorazioni in stile italiano, copertura vetrata sul quale affacciano i ballatoi distributivi ai vari livelli. Il cortile interno è molto curato e permette di avere una visione ravvicinata della torre.

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Salone principale.

Il Palazzo di Christiansborg , sede del Parlamento, della Corte Suprema, del Governo e delle sale di rappresentanza della Corte danese, sorge sulla piccola isola di Slotsholmen (che significa Isola del Castello), nel porto. Eretto sulle rovine dell’antica fortezza di Copenaghen (XII secolo) è stato più volte demolito, ricostruito e restaurato. L’attuale aspetto risale ai primi anni del Novecento, ma i suoi sotterranei, ancora oggi, permettono di visitare le rovine dei precedenti edifici di epoca medioevale.

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La Torre Circolare di Copenaghen, Rundetårn, è uno tra i più antichi osservatori astronomici in Europa, funzionante dal 1642. L’edificio è situato al centro della città e si contraddistingue per la sua forma rotonda e non molto slanciata. Sulla facciata, in alto, si trova un’iscrizione dorata, raffigurante un rebus, il cui bozzetto originale fu eseguito da Re Cristiano IV in persona. Il significato può essere così interpretato: Che il Signore, la corretta Dottrina e la Giustizia penetrino nel cuore del sovrano Cristiano IV, 1642.
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Esterno della torre, in alto a destra l’iscrizione dorata del rebus.

Il percorso per accedere alla piattaforma panoramica è veramente particolare. Si passa per una rampa elicoidale unica nel suo genere, che si snoda per 209 metri e compie 7,5 giri intorno al pilastro centrale, internamente vuoto. Una salita “comoda”, ariosa e luminosa.

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La torre non è molto alta, sono circa 35 metri, ma dalla terrazza si gode una caratterisitca vista a 360° sulla città, con i suoi colori predominanti verde (il rame ossidato) e rosso (i mattoni delle facciate). In lontananza si scorgono il Ponte di Øresund, di collegamento con la Svezia e molte pale eloiche (come già descritto nella prima parte, la popolazione danese presta particolare attenzione a ecologia e risparmio energetico).

Lungo il perimetro della piattaforma, tra l’altro decorata con una raffinata cancellata in ferro battuto risalente al 1643, sono disposte illustrazioni che aiutano il visitatore a distinguere i vari punti di interesse all’interno del panorama cittadino. Li riporto nella galleria fotografica seguente.

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02 Copenaghen | Tour dei canali in barca

Nyhavn vista dal battello turistico
Nyhavn vista dal battello turistico.

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Un tour tra i canali a bordo delle caratteristiche barche basse, appena sufficienti per passare sotto i ponti, è sicuramente un’esperienza da provare e permette di avere una visione diversa della città. Ci sono numerose fermate per la salita e la discesa dalle imbarcazioni turistiche. Io sono partito da Nyhavn, la zona del porto antico, il punto centrale e più “conosciuto” della città con i prospetti delle case dalle tonalità variopinte ed i tetti a spiovente, ricco di locali e ristoranti, ovviamente a base di pesce. Lungo il pittoresco canale sono ormeggiate molte imbarcazioni, alcune storiche e altre utilizzate come estensione dei locali lungo la passeggiata, dove poter sorseggiare un bicchiere di birra in compagnia. La casa più antica risale al 1661, ci sono anche le abitazioni dove ha vissuto lo scrittore Hans Christian Andersen, conosciuto soprattutto per le sue fiabe.

Il tour prosegue nelle zone della City e di Christianshavn, una vivace e alla moda area residenziale dove si fondono edifici moderni ed antichi. L’atmosfera è simile a quella del centro, lungo i canali sono ormeggiate imbarcazioni di ogni genere (lo yachting è molto diffuso in Danimarca).

È sicuramente emozionante scorgere l’edificio che ospita l’estensione della Biblioteca Reale, soprannominato “il diamante nero“. Inaugurato nel 1999 è servito per rilanciare una zona, quella portuale, fino ad allora disertata dai cittadini danesi. I risultati sono stati subito evidenti, la zona si è completamente trasformata e ha visto la nascita e la costruzione di ristoranti, gallerie d’arte, uffici, hotel nonché di diversi condomini signorili.

Copenaghen, Biblioteca Reale

Come visibile dalle immagini il nome “diamante nero” deriva dalla struttura monolitica e dal particolare rivestimento in granito nero che cambia colore a seconda del tempo e dell’ora del giorno. I riflessi ed i bagliori dell’acqua si proiettano sulla facciata quasi come su uno specchio. La resa è molto suggestiva. Gli interni, a contrasto, sono bianchi.

Si continua attraversando il canale principale di Copenaghen (Københavns havn) dapprima verso Havneholmen, una nuova parte di città con centri commerciali, esclusivi appartamenti ed uffici quindi in direzione opposta, verso Holmen, il risultato di un attento lavoro di recupero degli hangar e arsenali della marina danese, trasformati in costosi appartamenti con accesso privato al mare, uffici e luoghi per la cultura.

Si scorgono il Palazzo Reale (Amalienborg), attuale residenza dei sovrani di Danimarca e l’imponenete cupola della Chiesa di Marmo (Marmorkirken) con palesi richiami a quella della Basilica di San Pietro.

Copenaghen, Marmorkirken

Sulla riva opposta, in perfetto asse con la cupola, sorge la Copenaghen Opera House, il teatro dell’opera, dell’architetto Henning Larsens Tegnestue.

Copenaghen, Opera House

Il battello arriva fino all’isola artificiale fortificata di Trekroner (Trekroner Søfort), posizionata all’ingresso del porto. Una piccola raccomandazione: il tempo cambia molto rapidamente a Copenaghen. Può capitare di partire con un cielo parzialmente soleggiato e di finire ben presto in mezzo ad un temporale, proprio come è successo a me, potete vedere bene dalle foto (se ingrandite questa sotto vedrete i goccioloni d’acqua). Viaggiate sempre con un ombrello od un impermeabile o farete una bella doccia estiva!

Copenaghen, Trekroner Søfort

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01 Copenaghen – Introduzione

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Nyhavn, l’antico porto, è lo scorcio più conosciuto di Copenaghen.

Copenaghen (København), capitale della Danimarca, è situata sulle isole di Sjælland e di Amager ed è separata dalla Svezia dallo stretto di Øresund. Sono arrivato in questa affascinante e caratteristica città proprio dalla Svezia, più precisamente da Stoccolma, con un comodo treno veloce. Un piccolo scalo a Malmö (la città svedese che fronteggia Copenaghen) e quindi l’attraversamento del canale sul Ponte di Øresund (Øresundsbron), uno dei più grandi progetti infrastrutturali europei, inaugurato nel 2000 alla presenza dei Reali svedesi. Lungo quasi 16 km è progettato per consentire sia il traffico veicolare che ferroviario, distinti su due diversi livelli. L’opera ingegneristica che supera nel punto più alto i 200 metri di altezza è facilmente riconoscibile nello skyline cittadino.

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Panorama della città, sullo sfondo il Ponte di Øresund.

Sarò sincero, appena arrivato non ho avuto una buonissima impressione, forse perché venivo dai paesi del nord, notoriamente conosciuti per la loro pulizia e precisione, o forse perché generalmente le zone nei pressi delle stazioni non sono mai un buon “biglietto da visita”, un problema comune a quasi tutte le città. Mi sono comunque quasi subito ricreduto, è bastato percorrere qualche centinaio di metri, costeggiare i “Giardini di Tivoli” (altro simbolo della città) e da Rådhuspladsen (la piazza del Municipio) in poi è stata tutta un’altra storia! Da quest’ultima piazza parte la Strøget, la zona pedonale della città, con i suoi negozi, grandi magazzini, caffè e ristoranti, definita da alcune guide come il percorso pedonale più lungo al mondo.

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Strøget, la strada pedonale più lunga al mondo.

Copenaghen è un vero e proprio museo all’aperto vibrante di vita, sempre al passo con i tempi e con le ultime tendenze nell’ambito della moda, del design e dell’architettura. La maggior parte delle attrazioni si trova in un’area relativamente piccola e facilmente visitabile a piedi o più tipicamente in bicicletta. Sono veramente tanti i mezzi a due ruote che si vedono circolare, anche in condizioni meteo non proprio favorevoli. Sicuramente il fatto che la città sorga su un territorio pianeggiante invoglia l’utilizzo del mezzo! Battute a parte, gli abitanti della capitale danese sono molto attenti ai temi di ecologia e risparmio energetico ed entro il 2025 Copenaghen sarà la prima città al mondo ad emissioni zero. Ho avuto l’impressione di una popolazione giovane, c’erano moltissime famiglie con bimbi e passeggini!

Un altro importante simbolo della città è la malinconica Sirenetta, situata dal 1913 all’ingresso del porto e realizzata dallo scultore Edward Eriksen. L’opera è stata oggetto di numerosi atti vandalici, dai ripetuti tagli della testa, a quello del braccio, allo sradicamento dallo scoglio all’imbrattatura con vernice. Penso che sia l’attrazione più deludente di tutta la città, tanto pubblicizzata quanto poco focalizzante, addirittura quasi invisibile al passeggio. Il giudizio personale negativo è probabilmente dovuto alle più alte aspettative che avevo a riguardo, l’ho trovata “piccola”, relegata in un angolo, come potete vedere nella foto sottostante (se visualizzate l’immagine ingrandita la trovate nella parte in fondo della passeggiata).

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A tirare su il morale hanno contribuito un gruppo di turisti stranieri, specialmente una donna che voleva a tutti i costi una foto ravvicinata con la sirena, così ravvicinata che, avventurandosi tra uno scoglio e l’altro, ha perso l’equilibrio ed è caduta in acqua! Un siparietto divertente per le numerose persone che attendevano pazientemente il loro turno per una foto ricordo con la statua da una location sicuramente più convenzionale e meno “esclusiva”.

Passeggiando per le strade della città e tra i numerosi mercatini è preponderante la presenza dei tipici prodotti in ceramica blu Royal Copenhagen, il regalo per “andare sul sicuro” in caso di anniversari di mamme e nonne! Il negozio, situato nella zona pedonale, occupa un intero palazzo e all’interno troverete oggetti in ceramica di ogni tipologia, sicuramente da visitare, per gli appassionati.

Concludo questo primo capitolo specificando che se a volte vedete la lettera “h” del nome della città “ballare” a destra e sinistra è dovuto al fatto che in italiano si scrive Copenaghen mentre in inglese Copenhagen (in danese København).

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