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09 Copenaghen | Giardino botanico

Ultimo capitolo dei miei racconti da Copenaghen.
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L’orto botanico è situato nel cuore della città, sul prolungamento del parco del Castello di Rosenborg. Un giardino con la classificazione di funghi e piante viventi ed essiccate più vasta della Danimarca; utilizzato per scopi di ricerca, insegnamento ed informazione pubblica, per promuovere un maggiore interesse nei confronti dell’ambiente e della sua conservazione. All’interno anche una biblioteca con un’ampia raccolta di letteratura a tema botanico.

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Inaugurato il 2 Agosto 1600 è stato recentemente rinnovato ed abbellito grazie ad una donazione di 17 million DKK (circa 2.300.000 euro) da A.P. Møller e  Chastine Mc-Kinney Møller’s Foundation. Nello specifico è stata inclusa al giardino la “collina di osservazione” (il punto più alto all’interno della città),  sono stati ristrutturati tutti i percorsi, aggiunte aree ricreative, un nuovo sistema di irrigazione, serre per l’insegnamento ed un pontile in prossimità del lago.
L’ingresso è gratuito.

mappa
http://botanik.snm.ku.dk

Si concludono i miei racconti da Copenaghen.
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07 Copenaghen | Castello di Rosenborg

Continuano i racconti del mio viaggio a Copenaghen.

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Ho avuto modo di visitare l’esterno del Palazzo di Rosenborg, con la facciata in mattoni rossi elegantemente decorata, i tipici tetti in rame, il fossato con il ponte levatoio ed il suo splendido intorno, costituito dal più antico parco pubblico della città. È il luogo ideale per rilassarsi qualche ora, passeggiare, prendere il sole o fare un pic-nic. Le guardie reali partono proprio da qui,  attraversando parte della città a piedi, per raggiungere il Palazzo di Amalienborg ed effettuare il “cambio della guardia”.

Il Castello, dimora della famiglia reale fino al 1720, ospita nel seminterrato i gioielli della Corona, uno dei maggiori patrimoni della Danimarca.

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In una parte del giardino era allestito un grande palco per concerti. Dapprima c’erano solo i musicisti che accordavano gli strumenti. Partita la musica ho subito riconosciuto l’inconfondibile voce di Zucchero, uno dei pochi artisti italiani famoso a livello internazionale, se ingrandite la foto riuscite anche a vederlo al centro del palco con la chitarra. Al suo fianco Sanne Salomonsen, cantante nota in Danimarca, poco in Italia (personalmente non la conoscevo). La sera in albergo, ho visto la trasmissione in diretta Tv e ho scattato qualche foto per ricordo.

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È divertente come durante i miei viaggi si ripresenti spesso la figura di Zucchero. Mi è capitato di incontrarlo anche nel 1996 ad Ajaccio e nel 2008 a Dublino, sempre in concerto e sempre casualmente!

Ho ancora molte altre cose da raccontare, continua…

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06 Copenaghen | Opera House

Continuano i racconti del mio viaggio a Copenaghen.

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Il teatro dell’Opera di Copenaghen, denominato semplicemente Operaen, è situato lungo la riva del porto, in perfetto asse con il Palazzo Reale (Amalienborg) e la Chiesa di Marmo (Marmorkirken). Facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici tradizionali e con il battello è un luogo sicuramente da visitare, anche solo per la splendida vista sulla città e sul canale. Viene voglia di sedersi sulle scalinate esterne, magari con una bella giornata di sole, a guardare il passaggio delle imbarcazioni e ad ascoltare i suoni del porto.

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Il teatro, inaugurato nel Gennaio 2005, è un progetto dell’architetto Henning Larsen e degli studi ingegneristici Ramboll e Buro Happold . Pensato per riqualificare e sviluppare un’area interessante della città, con un elevato potenziale di crescita. Un’architettura maestosa, a mio avviso più affascinante internamente che all’esterno. Forse sono troppi i richiami al Centro per la Cultura e i congressi (KKL) di Lucerna (Jean Nouvel, 2000), dal profondo sbalzo della copertura al “gioco” della “scatola dentro la scatola”, come visibile dalle foto la sala per i concerti è contenuta all’interno di un involucro, a sua volta racchiuso dall’elegante facciata esterna in vetro e acciaio.

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Il foyer è caratterizzato da una forte spazialità e dinamicità. Il volume dell’auditorium è il fulcro di tutto lo spazio distributivo. I ballatoi dei vari livelli permettono affacci e visuali sempre diversi. L’ampia vetrata conferisce luminosità e continuità con l’esterno e l’acqua. La pavimentazione in marmo accentua lo stile e la luce.

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La forma dell’auditorium si ispira a quella di una conchiglia mentre il rivestimento esterno in pannelli curvi di legno d’acero dorato e laccato rimanda al legno del violino. Tre imponenti lampadari in cristallo offrono un elegante spettacolo di luci e riflessi.

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02 Copenaghen | Tour dei canali in barca

Nyhavn vista dal battello turistico
Nyhavn vista dal battello turistico.

Continuano i racconti del mio viaggio a Copenaghen.

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Un tour tra i canali a bordo delle caratteristiche barche basse, appena sufficienti per passare sotto i ponti, è sicuramente un’esperienza da provare e permette di avere una visione diversa della città. Ci sono numerose fermate per la salita e la discesa dalle imbarcazioni turistiche. Io sono partito da Nyhavn, la zona del porto antico, il punto centrale e più “conosciuto” della città con i prospetti delle case dalle tonalità variopinte ed i tetti a spiovente, ricco di locali e ristoranti, ovviamente a base di pesce. Lungo il pittoresco canale sono ormeggiate molte imbarcazioni, alcune storiche e altre utilizzate come estensione dei locali lungo la passeggiata, dove poter sorseggiare un bicchiere di birra in compagnia. La casa più antica risale al 1661, ci sono anche le abitazioni dove ha vissuto lo scrittore Hans Christian Andersen, conosciuto soprattutto per le sue fiabe.

Il tour prosegue nelle zone della City e di Christianshavn, una vivace e alla moda area residenziale dove si fondono edifici moderni ed antichi. L’atmosfera è simile a quella del centro, lungo i canali sono ormeggiate imbarcazioni di ogni genere (lo yachting è molto diffuso in Danimarca).

È sicuramente emozionante scorgere l’edificio che ospita l’estensione della Biblioteca Reale, soprannominato “il diamante nero“. Inaugurato nel 1999 è servito per rilanciare una zona, quella portuale, fino ad allora disertata dai cittadini danesi. I risultati sono stati subito evidenti, la zona si è completamente trasformata e ha visto la nascita e la costruzione di ristoranti, gallerie d’arte, uffici, hotel nonché di diversi condomini signorili.

Copenaghen, Biblioteca Reale

Come visibile dalle immagini il nome “diamante nero” deriva dalla struttura monolitica e dal particolare rivestimento in granito nero che cambia colore a seconda del tempo e dell’ora del giorno. I riflessi ed i bagliori dell’acqua si proiettano sulla facciata quasi come su uno specchio. La resa è molto suggestiva. Gli interni, a contrasto, sono bianchi.

Si continua attraversando il canale principale di Copenaghen (Københavns havn) dapprima verso Havneholmen, una nuova parte di città con centri commerciali, esclusivi appartamenti ed uffici quindi in direzione opposta, verso Holmen, il risultato di un attento lavoro di recupero degli hangar e arsenali della marina danese, trasformati in costosi appartamenti con accesso privato al mare, uffici e luoghi per la cultura.

Si scorgono il Palazzo Reale (Amalienborg), attuale residenza dei sovrani di Danimarca e l’imponenete cupola della Chiesa di Marmo (Marmorkirken) con palesi richiami a quella della Basilica di San Pietro.

Copenaghen, Marmorkirken

Sulla riva opposta, in perfetto asse con la cupola, sorge la Copenaghen Opera House, il teatro dell’opera, dell’architetto Henning Larsens Tegnestue.

Copenaghen, Opera House

Il battello arriva fino all’isola artificiale fortificata di Trekroner (Trekroner Søfort), posizionata all’ingresso del porto. Una piccola raccomandazione: il tempo cambia molto rapidamente a Copenaghen. Può capitare di partire con un cielo parzialmente soleggiato e di finire ben presto in mezzo ad un temporale, proprio come è successo a me, potete vedere bene dalle foto (se ingrandite questa sotto vedrete i goccioloni d’acqua). Viaggiate sempre con un ombrello od un impermeabile o farete una bella doccia estiva!

Copenaghen, Trekroner Søfort

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01 Copenaghen – Introduzione

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Nyhavn, l’antico porto, è lo scorcio più conosciuto di Copenaghen.

Copenaghen (København), capitale della Danimarca, è situata sulle isole di Sjælland e di Amager ed è separata dalla Svezia dallo stretto di Øresund. Sono arrivato in questa affascinante e caratteristica città proprio dalla Svezia, più precisamente da Stoccolma, con un comodo treno veloce. Un piccolo scalo a Malmö (la città svedese che fronteggia Copenaghen) e quindi l’attraversamento del canale sul Ponte di Øresund (Øresundsbron), uno dei più grandi progetti infrastrutturali europei, inaugurato nel 2000 alla presenza dei Reali svedesi. Lungo quasi 16 km è progettato per consentire sia il traffico veicolare che ferroviario, distinti su due diversi livelli. L’opera ingegneristica che supera nel punto più alto i 200 metri di altezza è facilmente riconoscibile nello skyline cittadino.

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Panorama della città, sullo sfondo il Ponte di Øresund.

Sarò sincero, appena arrivato non ho avuto una buonissima impressione, forse perché venivo dai paesi del nord, notoriamente conosciuti per la loro pulizia e precisione, o forse perché generalmente le zone nei pressi delle stazioni non sono mai un buon “biglietto da visita”, un problema comune a quasi tutte le città. Mi sono comunque quasi subito ricreduto, è bastato percorrere qualche centinaio di metri, costeggiare i “Giardini di Tivoli” (altro simbolo della città) e da Rådhuspladsen (la piazza del Municipio) in poi è stata tutta un’altra storia! Da quest’ultima piazza parte la Strøget, la zona pedonale della città, con i suoi negozi, grandi magazzini, caffè e ristoranti, definita da alcune guide come il percorso pedonale più lungo al mondo.

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Strøget, la strada pedonale più lunga al mondo.

Copenaghen è un vero e proprio museo all’aperto vibrante di vita, sempre al passo con i tempi e con le ultime tendenze nell’ambito della moda, del design e dell’architettura. La maggior parte delle attrazioni si trova in un’area relativamente piccola e facilmente visitabile a piedi o più tipicamente in bicicletta. Sono veramente tanti i mezzi a due ruote che si vedono circolare, anche in condizioni meteo non proprio favorevoli. Sicuramente il fatto che la città sorga su un territorio pianeggiante invoglia l’utilizzo del mezzo! Battute a parte, gli abitanti della capitale danese sono molto attenti ai temi di ecologia e risparmio energetico ed entro il 2025 Copenaghen sarà la prima città al mondo ad emissioni zero. Ho avuto l’impressione di una popolazione giovane, c’erano moltissime famiglie con bimbi e passeggini!

Un altro importante simbolo della città è la malinconica Sirenetta, situata dal 1913 all’ingresso del porto e realizzata dallo scultore Edward Eriksen. L’opera è stata oggetto di numerosi atti vandalici, dai ripetuti tagli della testa, a quello del braccio, allo sradicamento dallo scoglio all’imbrattatura con vernice. Penso che sia l’attrazione più deludente di tutta la città, tanto pubblicizzata quanto poco focalizzante, addirittura quasi invisibile al passeggio. Il giudizio personale negativo è probabilmente dovuto alle più alte aspettative che avevo a riguardo, l’ho trovata “piccola”, relegata in un angolo, come potete vedere nella foto sottostante (se visualizzate l’immagine ingrandita la trovate nella parte in fondo della passeggiata).

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A tirare su il morale hanno contribuito un gruppo di turisti stranieri, specialmente una donna che voleva a tutti i costi una foto ravvicinata con la sirena, così ravvicinata che, avventurandosi tra uno scoglio e l’altro, ha perso l’equilibrio ed è caduta in acqua! Un siparietto divertente per le numerose persone che attendevano pazientemente il loro turno per una foto ricordo con la statua da una location sicuramente più convenzionale e meno “esclusiva”.

Passeggiando per le strade della città e tra i numerosi mercatini è preponderante la presenza dei tipici prodotti in ceramica blu Royal Copenhagen, il regalo per “andare sul sicuro” in caso di anniversari di mamme e nonne! Il negozio, situato nella zona pedonale, occupa un intero palazzo e all’interno troverete oggetti in ceramica di ogni tipologia, sicuramente da visitare, per gli appassionati.

Concludo questo primo capitolo specificando che se a volte vedete la lettera “h” del nome della città “ballare” a destra e sinistra è dovuto al fatto che in italiano si scrive Copenaghen mentre in inglese Copenhagen (in danese København).

Ho ancora molte altre cose da raccontare, continua…

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