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Cambio di destinazione d’uso

A. D. è un giovane avvocato, vorrebbe cambiare la destinazione d’uso di un immobile di sua proprietà (La Spezia) da abitazione ad ufficio, senza esecuzione di alcuna opera edilizia,  al fine di potervi esercitare la propria attività. Chiede maggiori informazioni in merito. 

Il mutamento della destinazione d’uso di un’unità immobiliare senza esecuzione di opere è un intervento soggetto a SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e prevede il pagamento di un costo di costruzione commisurato soltanto al’incidenza degli oneri di urbanizzazione, tramite conguaglio rispetto alla destinazione d’uso in atto (nel caso specie circa 34 euro/mq). Va ricordato che in base al Piano Urbanistico Comunale della Spezia non sono considerati mutamenti di destinazione d’uso e non sono quindi assoggettati ad alcun provvedimento abilitativo espresso gli eventuali usi diversi di locali, purché non interessino più del 30% della superficie netta dell’unità immobiliare e purché non superino i 30 mq per ogni unità immobiliare.

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Le domande selezionate riceveranno risposta gratuita.
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Soppalchi

F.M. è proprietario di un fondo commerciale a Monterosso (SP).
Vorrebbe creare un doppio volume all’interno e mi chiede se ci sono delle prescrizioni in merito.

L’art. 33 del regolamento edilizio comunale del comune di Monterosso prevede la possibilità di realizzare soppalchi. Compatibilmente alla destinazione d’uso, la presenza di soppalchi nei singoli vani con presenza di pubblico è ammessa limitatamente ad una superficie non superiore al 30% rispetto a quella del vano stesso, ed a condizione che l’altezza netta della quota di pavimento sottostante non risulti inferiore a m. 2,70; dovrà essere in ogni caso garantita la presenza di un rapporto di aeroilluminazione, non inferiore a 1/8 tra l’intera superficie del vano maggiorata della superficie netta di soppalco avente altezza interna maggiore di m. 2,20; Nel caso in cui i locali siano esclusivamente destinati a deposito di merci, tralasciando quindi la presenza del pubblico, la superficie del soppalco potrà raggiungere il 70% di quella del locale, a condizione che l’altezza interna della quota sottosoppalco sia maggiore o uguale di m. 2,40.

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Chiesa Santuario Nostra Signora della Salute

ITALIA, La Spezia – 2010

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Il progetto, realizzato in occasione del centenario della dedicazione della Chiesa Santuario Nostra Signora della Salute, ne ripercorre la storia attraverso testi e immagini.
Comprende inoltre una parte dedicata a “guida illustrata”.

La brochure, già alla seconda ristampa, è disponibile all’interno della Chiesa Santuario in Piazza Brin, La Spezia.

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progetto grafico, ricerca storiografica e iconografica:
arch. Valentina Cadenotti, arch. Alessio Carrabino

Sacrario a memoria dei caduti partigiani

ITALIA, La Spezia – 2010

render 1Il progetto del Sacrario, da realizzare all’interno del cimitero monumentale spezzino in località Boschetti, persegue la finalità di raccogliere i resti mortali dei partigiani caduti nella lotta di liberazione della provincia della Spezia in un unico monumento commemorativo.

L’area di intervento, di forma triangolare è delimitata su due lati da percorsi pedonali/carrabili e sul terzo lato da un loculario.

Il progetto, fortemente evocativo e simbolico, è costituito da blocchi di calcestruzzo armato a vista aventi altezze e dimensioni di base variabili, disposti in sequenza, con una dislocazione che passa dal rarefatto al compatto, dal basso all’alto, dal permeabile all’impenetrabile.

La scelta del calcestruzzo a vista, che lascia intravvedere nella sua pelle esterna i segni della casseratura, rimanda alla forza e alla volontà dei partigiani, il passaggio dal rarefatto al compatto simboleggia l’unione e la resistenza dei combattenti, a perenne memoria del loro valore.

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Sul basamento generale sono stati ricavati fori da destinare a fioriere, contenenti essenze spontanee che possano rendere più naturale il percorso e necessitare di limitata manutenzione.

L’elemento acqua, simbolo di vita, sgorga dalla stele della memoria, situata in testa al sacrario, dopo un percorso rettilineo e stretto, lambisce tutti i blocchi, celebrandone il ricordo e  mantenendoli in vita data la sua valenza.

Il momento evocativo del sacrario è rivolto verso la collina adiacente  in modo da essere meglio percepibile. I cinerari e gli ossari sono invece collocati sul lato opposto, in  una zona più appartata ed intima.

Il percorso progettuale ha avuto come filo conduttore l’idea che il monumento avesse, nella sua staticità e compattezza materica, una fluidità e trasparenza tali da non trasformarlo con il tempo in una parte anonima dell’ambiente, ma che potesse essere “animato” attraverso gli interstizi tra un monolite e l’altro che permettono di percepire il paesaggio circostante con le sue continue variazioni dovute al susseguirsi delle stagioni, alla presenza degli avventori, alle commemorazioni.