Tutti gli articoli di arch. Alessio Carrabino

07.1 Dublino | Newgrange, Monasterboyce e la valle dei Boyne

Continuano i racconti del mio viaggio a Dublino.
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Oggi vi porto nuovamente a visitare i dintorni di Dublino, come già fatto nel precedente tour del capitolo 5.
La gita si sviluppa per tutto l’arco della giornata, dalle 10.00 del mattino alle 17.00 circa. La destinazione è la Contea di Meath, a nord della capitale, nella fertile valle del fiume Boyne, popolata da primitive ma raffinate civilizzazioni durante il Neolitico e teatro nel 1690 d.c. dell’epocale battaglia tra cattolici e protestanti, vinta da questi ultimi.

La prima destinazione è una delle tombe a galleria più importanti d’Europa, situata nell’area archeologica di Newgrange.
L’area di Brú na Bóinne (“la dimora” del Boyne) comprende, oltre a Newgrange, i resti di circa 40 tumuli ed è dichiarata patrimonio dell’umanità dall’ UNESCO.
Lo scenario è spettacolare, completamente immerso nella verdeggiante natura, bagnato dalla scenografica ansa del fiume e popolato da cavalli, pecore e mucche lasciati in semi-libertà.
Praticamente l’immagine di come ci si aspetta di vedere la campagna irlandese!
La giornata di sole ha sicuramente accentuato le piacevoli sensazioni che si respiravano sulla collina.

La visita è molto ben organizzata. La prima tappa è il centro visitatori dove, oltre al biglietto d’ingresso, viene fornito un bollino (da applicare in vista sui vestiti) con indicato l’orario del bus navetta che condurrà al complesso monumentale. Il centro ospita un punto informazioni, un bar, un’area picnic e un’esposizione sugli usi e costumi della società che creò le tombe neolitiche, dal loro modo di vivere a quello di vestire fino agli strumenti e le armi che utilizzavano. Uomini sicuramente dotati di talento e ingegno considerando che non conoscevano ancora né la ruota né gli utensili in metallo. Comprende inoltre riproduzioni in scala della camera di Newgrange, plastici del territorio e delle fasi di costruzione del monumento.

All’orario stabilito una ospitale e competente guida (di lingua inglese ma di facile comprensione) fornisce le prime indicazioni all’esterno della tomba.
Secondo la tradizione celtica quest’ultima ospitava i resti dei leggendari Re di Tara (centro politico e spirituale irlandese fino al XI secolo) ma in realtà le origini sono antichissime, datate attorno al 3200 a.c..
È curioso constatare che il sito, scoperto e restaurato tra il 1962 e il 1975 dal professor M.J. O’Kelly, riuscì a superare incolume tutte le invasioni ma purtroppo non fu risparmiato dai tombaroli!


Il progetto di ricostruzione della facciata con le pietre di quarzo bianco e granito è basato sui ritrovamenti archeologici. È molto evidente il recente rifacimento esterno, a mio avviso un pò troppo perfetto per caratterizzare una costruzione di 5000 anni fa. La pietra con le incisioni più elaborate si trova all’ingresso e fa parte del cordolo di enormi massi che circonda il tumulo.


rayoflightLa parte più suggestiva è decisamente l’escursione all’interno, possibile solo a numero chiuso con la guida. Sconsigliata a chi soffre di claustrofobia. Attraversato uno stretto e angusto corridoio delimitato da lastre di ardesia posizionate in verticale si raggiunge la camera sepolcrale, con tre nicchie laterali ed un soffitto a volta conica formato da piccole pietre sovrapposte a secco e chiuso da un’unica pietra di copertura. Rimasto intatto nei secoli, resiste da sempre alle infiltrazioni d’acqua. Pietre lavorate trovate in ogni nicchia contenevano probabilmente offerte funerarie e ossa del defunto.
È emozionante quando, spente le luci, un faro simula quello che avviene ogni 21 Dicembre, giorno del solstizio d’inverno: all’alba un raggio di sole penetra attraverso l’apertura posizionata sopra l’entrata, percorre i 19 metri della galleria e colpisce il centro della camera.
Sono vietate le foto all’interno.

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Una cabina armadio nella camera matrimoniale

N.S. mi invia la planimetria della sua abitazione milanese in vista di una futura ristrutturazione totale, in particolare della zona notte.
Quest’ultima è attualmente suddivisa in camera principale con bagno en-suite e camera/studio, accessibili da un disimpegno comune.
Vuole capire se riesce in qualche modo a “camuffare” l’armadio nella camera principale dietro un muretto ovvero creare una sorta di cabina armadio. 

STATO DI FATTO

Allo stato attuale la zona notte mi sembra correttamente dimensionata e proporzionata. Entrambi i locali sono mediamente ampi ed il bagno, poichè accessibile da una camera da letto, non necessita di un antibagno.

IPOTESI MURO

Putroppo nella camera principale non riesco a trovare una soluzione per camuffare l’armadio: lasciandovi infatti davanti un piccolo corridoio  di almeno 60 cm (proprio il minimo e nella speranza che le ante siano scorrevoli!) e quindi un muretto/muro di 10 cm, rimangono solo 45 cm dai piedi del letto al muro. Il muretto dovrebbe inoltre finire a circa 1 metro dalla parete del bagno, “camuffando” l’armadio non completamente (immagine a lato).

Ho elaborato qualche alternativa, sicuramente più dispendiosa.
Dallo stato di fatto le pareti interessate nel progetto di ristrutturazione risultano non portanti (la fattibilità degli interventi è comunque subordinata alla verifica in loco).
Per riuscire a ricavare una piccola cabina armadi, ho dovuto invertire la posizione della camera matrimoniale in tutte le soluzioni.
La camera/studio, anche se di circa 9 mq e quindi della superficie minima per una camera da letto singola (7mq sono invece il minimo per uno studio) presenta una parete di 2,40 m… non è moltissimo.

SOLUZIONE 1

La distribuzione nelle due soluzioni è pressoché identica: l’accesso ai due locali avviene da un piccolo disimpegno, leggermente traslato rispetto alla posizione attuale. Le differenze riguardano la dimensione del bagno padronale (più ampio nella soluzione 1, “al centimetro” nella soluzione 2, specialmente dai sanitari) e la diversa capienza delle armadiature (nella soluzione 2, anche se la cabina armadio risulta leggermente più piccola, è possibile inserire un mobile contenitore aggiuntivo utilizzabile dalla camera matrimoniale (A) oppure dal disimpegno d’ingresso (B – una sorta di piccolo ripostiglio anche porta scarpe/cappotti).

Il mio consiglio è quello di valutare attentamente tutte le alternative per capire se si preferisce avere dei locali di dimensioni più ridotte ma con le funzioni separate oppure delle stanze visivamente più ampie ma con l’armadiatura a vista.

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Scrivi a: architettoconsiglia@gmail.com
Le domande selezionate riceveranno risposta gratuita.
(nel caso di planimetrie inviare disegno in scala o quotato)

Nicola Santini | case famose

Le “buone maniere” sono da sempre il suo pane quotidiano.
Esperto in costume ed etichetta, conoscitore del galateo e del bon ton, collabora come giornalista con diverse testate nazionali ed internazionali. In televisione è tra i primi a dispensare consigli sul tema. Ha iniziato al Maurizio Costanzo Show, poi ad Uno Mattina, a Verissimo con una sua rubrica, a La Prova del cuoco dove attualmente giudica i cuochi in gara, a Vero Cucina e quindi su Rai5 nel programma tv Lezioni di Bon Ton. Come lui stesso lo definisce è un bon ton 2.0, un galateo reinterpretato in chiave moderna, non una rigida etichetta “da manuale” bensì un saper vivere in modo più garbato la quotidianità, al fine di essere impeccabili ed efficaci in società. Continua a leggere Nicola Santini | case famose

Giovanni Muciaccia “case famose”

Il protagonista delle “case famose” di oggi è Giovanni Muciaccia.
In teatro recita opere di Euripide, Eschilo, Pirandello e Brecht, lavorando per molti e noti registi come Patrick Rossi Gastaldi e Alvaro Piccardi ma è conosciuto al grande pubblico soprattutto per la conduzione di Art Attack, fin dal 1998, data di esordio su Disney Channel Italia.
Il seguitissimo programma offre a tutti i giovani idee creative ed originali da mettere in pratica con i materiali che li circondano al motto di “Tutto può essere trasformato in un’opera d’arte!“, sottolineando l’importanza di prendersi cura del pianeta attraverso il riuso.
Art Attack – Laboratorio dal vivo” è un coinvolgente spettacolo/laboratorio in giro per l’Italia dove i ragazzi possono interagire direttamente con Giovanni e porgli le loro domande e curiosità mentre lavorano ai loro “attacchi d’arte”.
Con la solita logica, ma decisamente più in grande, conduce su Deakids il programma Freestyle – tutta un’altra stanza. In ogni puntata una cameretta viene trasformata nella “stanza dei desideri” in base ai suggerimenti dei giovani protagonisti, sempre a basso costo e con elementi di riciclo.

Adesso vi lascio alle risposte dell’intervista.
Buona lettura!

Luogo: 
Appena fuori città.

Appartamento o casa indipendente? 
Attico.

Open space o ambienti separati? 
Ambienti separati.

Pavimento in…? 
Gres porcellanato.

Pareti bianche o colorate?
Color champagne.

Stile minimalista o sontuoso?
Né l’uno né l’altro, una sana via di mezzo.

Elementi di arredo/design di cui vado maggiormente fiero… 
Due poltrone e un divano Chester originali.
Un acrilico trasparente di Rogelio Polesello del 1966.

L’angolo della casa che preferisco… 
La mia terrazza.

Mi affaccio alla finestra e vedo…
Il mare in lontananza.

Case Famose

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Gué Pequeno | case famose

Cosimo Fini, alias Gué Pequeno, fa parte del gruppo milanese dei Club Dogo assieme a Jake La Furia e Don Joe. Nel corso degli anni li abbiamo conosciuti attraverso le loro canzoni e l’intensa attività live. Mtv ha perfino realizzato una docu-fiction di 8 puntate, “Club Privè – Ti presento i Dogo“, dedicata alla loro vita, pubblica e privata.

Il loro ultimo album “Noi siamo il club” balza subito in vetta alle classifiche, conquistando al debutto il primo posto della FIMI e raggiungendo il disco di platino. Stesso successo per il singolo P.E.S. (al quale partecipa anche Giuliano Palma). Continua a leggere Gué Pequeno | case famose