Giorgio Rocca è decisamente uno degli sciatori più importanti del recente passato azzurro, ha infatti vinto 11 slalom di Coppa del Mondo (oltrepassare la soglia dei 10 è un record che detengono unicamente sette altri sciatori). Tra i suoi risultati più importanti il FIS World Cup Overall Slalom 2006, FIS World Cup (22 podi), FIS World Ski Championships (3 medaglie).
Commentatore tecnico per Sky Sport, ha partecipato al reality game “Pechino Express” su Raidue nel quale 10 coppie di concorrenti dovevano attraversare India, Nepal e Cina con un budget di soli due euro al giorno.
La Giorgio Rocca Ski ACADEMY permette a tutti gli appassionati della neve e dello sci di vivere un’esperienza fuori dal comune ovvero di poter trascorrere uno o più giorni in sua compagnia, affrontando tutte le tecniche di sciata in pista e fuori pista, apprendendo direttamente i segreti e la tecnica del suo stile raffinato.
Adesso scopriamo qualche particolare di interior design della sua abitazione.
Buona lettura!
Luogo:
Lugano.
Appartamento o casa indipendente?
Casa indipendente.
Open space o ambienti separati?
Zona giorno cucina – sala e separata la zona notte.
Pavimento in…?
Legno.
Pareti bianche o colorate?
Bianco, grigio e azzurro.
Stile minimalista o sontuoso?
Minimalista.
Elementi di arredo/design di cui vado maggiormente fiero…
La cucina Varenna.
L’angolo della casa che preferisco…
La zona giorno e la camera da letto.
Mi affaccio alla finestra e vedo…
Un bosco, verde e il lago.
Cosa ne pensi?
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Oggi scopriamo qualche particolare di interior design dell’abitazione di Maurizio Mattioli attore cinematografico e televisivo, cresciuto in importanti teatri quali il Sistina ed il Bagaglino. Numerosissime le produzioni alle quali ha partecipato in oltre 40 anni di carriera. Giusto per citare gli ultimi lavori, ha recentemente preso parte alla quinta stagione de “I Cesaroni” e al film “Mai Stati Uniti” di Vanzina. Continua a leggere Maurizio Mattioli | case famose→
P.F. vuole rinnovare la sua abitazione posizionando delle doghe in laminato sopra il pavimento esistente di sala, corridoio e tre camere. Attualmente c’è una graniglia anni ’70 che “se si può definire funzionale non si può però definire bella”. Mi chiede pro e contro e quali sono i costi.
Il pavimento è un fattore determinante della resa estetica di un’abitazione: è sorprendente come la sua sostituzione trasformi e rinnovi completamente gli ambienti nei quali siamo abituati a vivere. Contestualmente alla colorazione delle pareti è uno degli escamotage più utilizzati per conferire nuovo valore ad un immobile, anche in caso di vendita o affitto. Tra le soluzioni più economiche e veloci sicuramente troviamo le resine e i laminati. Come richiesto da P.F. mi soffermerò nella descrizione di questi ultimi.
Il laminato non è un parquet, ma gli si avvicina come resa estetica. È formato da uno strato di legno non pregiato MDF, ovvero fibre di legno raffinate ricomposte con resina melamminica di alta qualità (in modo da utilizzare tutte le parti dell’albero, anche gli scarti) sulla cui superficie è applicata una materia plastica stampata ad altissima risoluzione che raffigura l’essenza e le venature del legno. È rifinito da uno strato trasparente ed impermeabile.
Riproduce la sensazione tattile tipica del legno e, rispetto al gres simil parquet, non provoca la sensazione di freddo se camminiamo scalzi. Può essere posato sia sulla soletta in cemento che su una superficie già pavimentata purché entrambe regolari, solide e perfettamente asciutte.
La tecnica di posa è quella flottante senza colla. Gli elementi di laminato sono fissati tra loro con soluzioni di incastro a click ed appoggiati sul fondo preventivamente coperto da un foglio di materiale isolante (le specifiche dell’isolamento variano in funzione della base d’appoggio e della destinazione d’uso).
Quest’ultimo, solitamente dello spessore di 3mm, è consigliato perché oltre ad appianare qualche possibile lieve irregolarità della pavimentazione esistente, attenua suoni e rumori, garantisce isolamento termico e protezione all’umidità.
L’operazione di posa è abbastanza semplice, per chi possiede almeno un minimo di manualità! Servono un seghetto oppure una sega circolare e un martello. Vanno comunque sempre seguite le avvertenze di posa in opera e installazione. La parte più difficile si ha in prossimità delle pareti perimetrali del locale, dove andranno posizionati dei distanziatori ed in corrispondenza delle quali le doghe di laminato andranno necessariamente tagliate, trasversalmente e longitudinalmente.
I distanziatori si usano per allontanare la doga rispetto alla parete di circa 12-15 mm al fine di garantire la naturale dilatazione del prodotto. Le fughe saranno poi coperte dal battiscopa (incollato alla parete). L’eventuale battiscopa esistente deve quindi essere rimosso.
Una volta assemblato, il pavimento è pronto all’uso e non necessita di alcun ulteriore trattamento superficiale.
Al momento dell’ordine conviene considerare una quantità di pavimento maggiorata del 10% in modo da tenere conto degli scarti ed avere una scorta nel caso in cui siano necessarie riparazioni/sostituzioni parziali.
Riassumendo, i lati positivi del laminato sono la resa di un “effetto legno” con una spesa decisamente inferiore rispetto al parquet o al gres, la velocità di posa, la maggiore durezza e resistenza a graffi ed urti, la facile pulizia quotidiana e la poca necessità di manutenzione. Può essere posizionato in cucina, utilizzando la normale attenzione che può meritare un pavimento in legno, lo sconsiglio in bagno a causa della maggiore umidità e dei contatti più frequenti con l’acqua.
Passiamo ai lati negativi. Prima tra tutti la mia “forma mentis” secondo la quale “quello che vedo” deve rispecchiare “quello di cui è fatto”. Nell’ultimo periodo le doghe in laminato sono decisamente migliorate qualitativamente ed esteticamente, garantendo maggiore verosimilianza. Se un tempo erano utilizzate prevalentemente in uffici, negozi e palestre, adesso il numero di persone che preferisce adottarle per le loro residenze (così come per il gres simil legno) è notevolmente aumentato. Faccio ancora fatica a pensarlo per una mia abitazione… ma è un mio problema!
Altre problematiche possono essere invece il lieve scorrimento orizzontale dei listoni (lasciando delle fessure in testa o in coda) ed il suono al calpestio che può risultare sgradevole (il cosiddetto “effetto vuoto”, comunque mitigato dal tappetino).
In tutti i casi sovrapporre una nuova pavimentazione ad una già esistente comporterà un innalzamento del livello di calpestio, a discapito di porte e cornici che andranno necessariamente adattate. Se il nuovo rivestimento non è posizionato in tutti i locali si formeranno dei leggeri dislivelli (circa 1 cm) da rifinire con elementi terminali a scivolo.
Passiamo ai costi. I laminati, specialmente se venduti dalle grandi catene commerciali, al momento partono anche da 7-8 euro/mq. Le tipologie più diffuse hanno uno spessore di 7/8 mm. Oltre i 10 mm si passa all’alta gamma ed i costi possono avvicinarsi ai parquet in legno più economici. Altro fattore che influenza il prezzo è la resistenza AC, classificata da 1 a 5 rispettivamente da bassa a ottima.
Il costo del tappetino di fondo in polietilene si aggira attorno ai 1,50 euro/mq. Lo zoccolo battiscopa parte da 5,50 euro/m, i distanziatori 20 centesimi cadauno.
Mancano solo tanta manualità e buona volontà… e se decidete di gettare la spugna potete sempre contattare un posatore. I prezzi variano in relazione alla metratura e alla forma dei locali. Generalizzando (applicando una media dei vari costi pubblicati online) possono attestarsi attorno ai 13 euro/mq (comprensivi del battiscopa)… chiedete sempre qualche preventivo nella vostra zona!
E se ora siete curiosi di sapere cosa ho scelto per la mia abitazione… ecco la risposta! Ho utilizzato parquet in listoni di rovere chiaro effetto naturale rifiniti con zoccoletti battiscopa in marmo bianco (allego qualche foto). In 5 anni e con due bambini la superficie presenta non poche ammaccature e graffi. Rimango comunque soddisfatto della mia scelta… il legno è bello anche se vissuto!
Vi consiglio di approfondire leggendo anche questo articolo (clicca qui) dove presento un nuovo sistema brevettato di pavimentazione in grès, con una posa simile a quella del laminato (senza fughe e senza colla).
Scrivi a: architettoconsiglia@gmail.com Le domande selezionate riceveranno risposta gratuita. (nel caso di planimetrie inviare disegno in scala o quotato)
L’attore Ivan Boragine, odierno protagonista dello spazio “case famose”, alterna, da sempre, la passione per il teatro a quella per il cinema e la televisione.
Dopo aver partecipato a diverse serie tv tra le quali “Capri 3” e “Squadra Antimafia 5“, a partire dal6 Maggio sarà tra i protagonisti della tanto attesa “Gomorra – La serie“, in onda su Sky Atlantic. Interpreta Michele Casillo, un personaggio politico amico di una delle due casate in lotta.
Vi lascio alla lettura dell’intervista.
Luogo?
Napoli
Appartamento o casa indipendente?
Casa indipendente.
Open space o ambienti separati?
Open space.
Pavimento in…
Cotto, parquet e marmo… dipende dalla stanza.
Pareti bianche o colorate?
Adoro il rosso.
Stile minimalista o sontuoso?
Minimalista, assolutamente.
Elementi di arredo/design di cui vado maggiormente fiero…
Quelli tecnologici.
L’angolo della casa che preferisco…
Quello dedicato al cinema.
Mi affaccio alla finestra e vedo…
Una distesa immensa di verde.
Cosa ne pensi?
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Un sentito ringraziamento a Massmedia di Sante Cossentino e Stefano Telese.
L’Ufficio del Turismo di Dublino (Dublin Tourism Centre), situato nella strada centrale di Suffolk Street, è ricavato nella Chiesa sconsacrata di Sant’Andrea (Saint Andrew’s Church). Un unico grande ambiente, in alcuni punti a doppia altezza, dalle chiare pareti laterali a contrasto con la scura copertura lignea.
All’interno troverete il punto informazioni, la biglietteria, molti depliant inerenti le attrattive della città e le gite fuoriporta, un bar caffetteria e vari negozi di souvenir (non i più convenienti a livello economico!).
Proprio sfogliando qualche brochure relativa ad escursioni di qualche ora nei dintorni della città, ho deciso di prenotare quella della Costa Nord, comprensiva della visita al Castello di Malahide.
Ci sono diverse compagnie di bus turistici che offrono lo stesso servizio al medesimo prezzo, cambia fondamentalmente l’orario. Prenoto per il primo pomeriggio. La partenza è lungo O’Connell Street, a nord del fiume Liffey, strada nata come elegante viale alberato, attualmente imponente arteria di traffico fiancheggiata da negozi ed uffici. Ne parlerò nei prossimi capitoli.
Prospetto principale del Castello di Malahide.
…
La prima tappa è Il Castello di Malahide, raggiunto in una mezz’ora. La location è sicuramente suggestiva, un esteso e curato prato in stile inglese con sfondo le mura dell’altrettanto caratteristico castello. Non manca niente, ci sono anche un piccolo cimitero e animali da giardino che passeggiano liberamente. È stato la residenza privata della nobile famiglia inglese dei Talbot (Conti di Shrewsbury) per circa 800 anni, dal 1185 al 1975. Il complesso ha subito nel tempo numerosi ampliamenti, il più consistente durante il regno di Edoardo IV (seconda metà del XV secolo). Le torri risalgono al 1765.
La visita degli interni, compresa nel “pacchetto” della gita, è guidata da una voce registrata che illustra il percorso e narra le varie vicende storiche del castello e della famiglia proprietaria. Ovviamente non manca la presenza del fantasma! Le foto non sono permesse. Nel complesso… poco esaltante, meglio passeggiare e rilassarsi all’esterno, complice sicuramente la magnifica giornata di sole.
Si riparte! Il tour prosegue lungo la scenografica strada costiera, dove il fenomeno della marea è molto più evidente che dalle mie parti, verso la pittoresca cittadina di pescatori Howth ed oltre, purtroppo senza nemmeno una sosta.
Howth.
Howth.
Howth.
Howth.
Il panorama è davvero mozzafiato, decisamente la parte più coinvolgente dell’escursione. Ritengo che al giorno d’oggi sia più difficile emozionarsi di fronte ad un paesaggio o ad un’architettura. La televisione e soprattutto il web ci hanno abituato a poter visitare virtualmente tutte le parti del mondo attraverso migliaia di foto e video e con la più recente Street View riusciamo addirittura a visualizzare le strade a 360°, come se le stessimo percorrendo. La costa attorno ad Howth è stata ancora in grado di coinvolgermi emotivamente, specialmente quando la vista si è aperta su una spiaggia infinita, punteggiata qua e là da bagnanti e circondata da un mare con un movimento ondoso unico, prati verdi e rocce, difficile da descrivere a parole.
Seconda fermata del Bus turistico.
Il Bus si ferma nuovamente in un punto panoramico, sopraelevato rispetto al livello del mare, nei pressi delle scogliere di Howth. Giusto il tempo di scattare qualche fotografia, ammirare il panorama di cui godono le abitazioni (sicuramente di lusso) dei dintorni e si riparte, verso la baia di Dublino e quindi verso l’arrivo in città.
La durata totale dell’escursione è di circa 3 ore.
Tiriamo le somme! I luoghi sono sicuramente da visitare e il bus turistico è uno dei mezzi più comodi e veloci per raggiungerli. Purtroppo avrei voluto fermarmi numerose volte lungo il percorso, per godere meglio del contesto e per non avere come filtro il vetro dei finestrini ed i vari riflessi. La cittadina di Howth mi è sembrata molto caratteristica e curata, ma è volata dalla mia vista senza nemmeno accorgermene! La voglia di passeggiare lungomare e di sentire il calore del sole di Maggio, il vento e la salsedine era altrettanto forte… ma ero nel “chiuso” del mio bus! Avrei decisamente preferito vedere il Castello di Malahide “in movimento” e invece fermarmi un’oretta nelle dune di Dollymount Strand… capisco comunque che è stata complice di queste mie sensazioni la bellissima giornata di sole e che magari in una giornata piovosa avrei preferito il tour come effettivamente è gestito.
Mi sono proposto di rivisitare la costa a nord di Dublino, questa volta però senza limiti di tempo, con la speranza di ritrovare quella favolosa giornata quasi estiva.
Ho ancora molte altre cose da raccontare… continua!
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